2023-07-14 Mercati
Nelle ultime tre settimane le azioni hanno continuato a dare risultati soddisfacenti mentre le obbligazioni per lo più sono andate in negativo.
Nelle ultime tre settimane le azioni hanno continuato a dare risultati soddisfacenti mentre le obbligazioni per lo più sono andate in negativo.
Una settimana turbolenta per le azioni e tranquilla per le obbligazioni. Molto strano quindi che gran parte del nervosismo sia provenuto dalle notizie relative all’inflazione, e come queste notizie possano influenzare le decisioni future delle banche centrali.
Il mercato azionario ha deciso che le banche centrali sono vicine alla fine del ciclo di rialzo dei tassi. Credo che questo sia certamente vero rispetto a, diciamo, 6 mesi fa, ma rimango con parecchi dubbi: ci sono indicazioni che ulteriori rialzi potrebbe arrivare e continuare per più tempo di quanto vorremmo.
Questa settimana le azioni dei mercati emergenti hanno dato ottimi risultati (+1,3% in termini di euro), forse spinti da un rinnovato entusiasmo per le prospettive di crescita globale. Per il resto, la maggior parte delle notizie non finanziarie ha oscillato tra la speranza (l’incriminazione di Trump) e l’orrore (le vittime delle inondazioni attaccate dai russi).
Nessun commento, per non rovinare la sensazione di piacere che si prova guardando i dati.
Buona domenica.
Di questi tempi e’ difficile sfuggire a un’accresciuta sensazione di completa ignoranza, simile a quella esibita dal povero animale nell’immagine di copertina.
Una settimana molto positiva per le azioni e altrettanto negativa per le obbligazioni.
I mercati hanno avuto una settimana favorevole grazie alle buone notizie sull’inflazione e sulle politiche monetarie (meno restrittive), nonostante le tensioni sui negoziati per il limite del debito governativo americano siano aumentate notevolmente.
Una settimana relativamente tranquilla per i mercati, nonostante i continui problemi del settore bancario americano e l’aumento dei tassi da parte delle banche centrali.
L’ultima settimana di aprile ha visto un’inversione dei rendimenti: obbligazioni in positivo, azioni in negativo. Questo comportamento sembra essere associato a una revisione delle prospettive di crescita, come dimostra il miglior risultato delle obbligazioni nominali rispetto a quelle indicizzate all’inflazione (cosa piuttosto rara negli ultimi due anni).