{"id":4021,"date":"2018-07-13T16:14:54","date_gmt":"2018-07-13T16:14:54","guid":{"rendered":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/2018\/07\/13\/miracolo\/"},"modified":"2025-09-27T10:43:25","modified_gmt":"2025-09-27T10:43:25","slug":"miracolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/2018\/07\/13\/miracolo\/","title":{"rendered":"Miracolo"},"content":{"rendered":"<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-4021\" data-postid=\"4021\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-4021 themify_builder tf_clear\">\n                    <div  data-css_id=\"69mt005\" data-lazy=\"1\" class=\"module_row themify_builder_row fullwidth tb_69mt005 tb_first tf_w\">\n                        <div class=\"row_inner col_align_top tb_col_count_1 tf_box tf_rel\">\n                        <div  data-lazy=\"1\" class=\"module_column tb-column col-full tb_wdi3655 first\">\n                    <!-- module text -->\n<div  class=\"module module-text tb_bz7z051   \" data-lazy=\"1\">\n        <div  class=\"tb_text_wrap\">\n        <p style=\"text-align: justify;\">Questa mettetela nella cartellina piccole storie sotto l\u2019ombrellone.<br>Non fatevi ingannare dalle prime righe. La storia non \u00e8 quello che sembra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec dopo trentacinque anni sono qui. I muratori del cimitero sono sull\u2019impalcatura e stanno smontando la lapide che chiude il tombino.<br>I tombini non mi sono mai piaciuti. Mi sono sempre sembrati degli scaffali di un magazzino di cadaveri. Pi\u00f9 gentilmente sarebbe meglio dire magazzino di salme.<br>Gi\u00e0, il nostro corpo senza vita cambia nome a seconda delle circostanze.<br>Salma per le pompe funebri. Caro estinto per i santini dell\u2019ultima cerimonia. Quello che per la polizia \u00e8 un cadavere diventa \u201cil corpo\u201d durante la messa di suffragio, forse per distinguerlo dall\u2019anima che \u00e8 eterna.<br>\u00c8 tempo di riesumare la bara di mio padre. La licenza del tombino \u00e8 scaduta.<br>L\u2019avevo lasciato un pomeriggio di trentacinque anni prima.<br>Ero accanto a lui mentre il respiro affannato e veloce si trasformava in lento e calmo.<br>Nella sua drammaticit\u00e0 \u00e8 stato un momento di cui conservo un buon ricordo.<br>Sono contento di essere stato li.<br>Sono invece meno contento di essere qui oggi.<br>Nel momento in cui gli operai estraggono la bara dal tombino si sentono strani rumori. Nella bara qualcuno bussa.<br>Si svitano le viti. Si dissalda il coperchio di zinco.<br>Paff, miracolo. Mio padre si drizza in piedi ed esce dalla bara col suo bel vestito grigio fresco lana, camicia celeste, cravatta regimental e scarpe di pelle nere.<br>E\u2019 incazzato nero. Tira una raffica di madonne in dialetto veneto. Era ora che apriste! e via con le madonne. Sono anni che aspetto! e via con i cristi.<br>Sempre rigorosamente in veneto.<br>Mio padre parlava sempre in italiano. Il dialetto veneto era riservato per le bestemmie. Non riusciva a tradurle dal veneto. La coloritura del dialetto si perde nella traduzione e l\u2019effetto scenico della bestemmia perde di smalto.<br>Restiamo tutti a bocca aperta. Prima che pronunciassimo qualche frase lui chiede chi siamo e cosa facciamo li.<br>Provo a balbettare qualcosa ma lui mi interrompe e mi chiede chi sono.<br>Come, cazzo babbo sono io.<br>Quel giorno di trentacinque anni prima avevo la barba, i capelli lunghi, molto lunghi, ancora prevalentemente neri senza segni di calvizie e solo trentacinque anni di et\u00e0.<br>Oggi io e mio padre siamo quasi coetanei. Quindi non mi ascolta neppure. Non pu\u00f2 credere che un coetaneo possa essere suo figlio.<br>Allora sto al gioco, abbandono il tu e passo al lei.<br>Gli chiedo di cosa ha bisogno. Mi risponde che vuole fare quattro passi. \u00c8 da troppo tempo fermo. Magari arrivare sino in via Sant\u2019Isaia dove ha abitato per quarant\u2019anni.<br>Cos\u00ec ci incamminiamo lungo via Andrea Costa.<br>La prima cosa che lo colpisce sono gli scooter. Nell\u201983 non c\u2019erano, al massimo si girava in Vespa. Ma una Vespa sta ad uno scooterone come una zanzara sta ad un calabrone.<br>Poi si ferma e guarda lo Stadio con quell\u2019impalcatura metallica che sembra un ponteggio provvisorio che regge la scalinata aggiuntiva fatta per i mondiali del 90. Lui si ricordava il giorno della partita con l\u2019Argentina nei mondiali del 34. Questo coso con i ponteggi gli fa schifo.<br>Mi chiede quanti posti a sedere ci sono. Trentasei mila, sig. Bruno. Mi risponde piccato, ma se erano trent\u2019otto mila negli anni 30, che cosa \u00e8 successo? Avete rovinato l\u2019estetica per aggiungere delle scalinate e la capienza invece di crescere \u00e8 diminuita? Non capisco!<br>Non rispondo ma effettivamente non capisco neppure io. E non capisco neppure mio padre. Trentacinque anni fa era un poco indemenzialito, oggi invece \u00e8 lucidissimo.<br>Continuiamo a camminare lungo via Andrea Costa. Si accorge che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il cinema Olimpia. E non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il bar con la sala biliardo!<br>Arrivati in Sant\u2019Isaia non trova pi\u00f9 le botteghe di riferimento.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il ciabattino.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019elettricista.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il fontaniere.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il materassaio.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il droghiere.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la macelleria di carne equina.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre fornai.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre latterie.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il salumiere.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre barbieri.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il negozio di elettrodomestici.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre fruttivendoli.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il chiosco che vendeva banane.<br>Non ci sono pi\u00f9 due vinai.<br>Al loro posto in quei cento metri di strada ci sono molte serrande abbassate e qualche negozio di scarpe, vestiti di bassa qualit\u00e0, chincaglierie varie, oggettistica da regalo.<br>Mio padre si fa cupo.<br>Proseguiamo verso il centro.<br>Ad un certo punto mi chiede informazioni sull\u2019effetto della chiusura dei manicomi. Li in via Sant\u2019Isaia al numero 90 c\u2019era l\u2019ospedale psichiatrico Roncati. Nell\u201983 la legge Basaglia sul superamento dei manicomi era in via di attuazione.<br>La domanda mi viene posta quando incrociamo la quindicesima persona che parla da sola e gesticola.<br>Mi affretto a dirgli, No sig. Bruno. Non sono matti. Non parlano da soli, parlano al telefono.<br>Cos\u00ec gli mostro il cellulare. Dice solo \u2026 Che bello.<br>Ma poi subito dopo aggiunge, ma perch\u00e9 tutti lo guardano mentre camminano?<br>Qui cerco di spiegare internet, Facebook, whatsApp, selfi ma non mi segue.<br>Un telefono che scrive, che riceve notizie, scatta foto, mostra video \u00e8 una realt\u00e0 fuori dalla sua portata.<br>In fondo quando \u00e8 nato in casa non c\u2019era l\u2019energia elettrica e l\u2019acqua la prendevi dal pozzo.<br>Anche se \u00e8 un miracolato non si pu\u00f2 pretendere troppo.<br>Non insisto nelle spiegazioni. Ogni parola aggiunge angoscia nel suo sguardo.<br>Arrivati in via Ugo Bassi mio padre resuscitato non trova i negozi di riferimento. Faceva il sarto.<br>Non trova il negozio di stoffe e il merciaio che gli forniva i cotoni e la virgolina. In una traversa di via Monte Grappa cerca e non trova il negozio che forniva le fodere e i crini. Non trova il negozio dei bottoni. Non trova i negozi di moda maschile che gli mandavano i clienti.<br>Con un certo grado di sollievo trova ancora al suo posto il negozio di moda e tessuti inglesi De Paz.<br>Ma il suo sollievo dura pochi attimi.<br>Arriviamo in via Indipendenza, incrociamo decine di uomini con i bermuda e le scarpe da tennis.<br>I pochi che vestono la giacca hanno per pantaloni dei blue-jeans e ai piedi le scarpe da tennis. Jeans e scarpe da tennis per un sarto stanno come il diavolo con l\u2019acqua santa.<br>I giovani hanno pantaloni con il cavallo sino al ginocchio, in cintura si vedono le mutande, sono tutti vestiti uguali, cio\u00e8 per i suoi occhi da sarto sono tutti vestiti male. Molto male. Malissimo.<br>Dopo l\u2019assenza di cinema, del bar con il bigliardo, dei negozi alimentari, dei negozi di riferimento della sua professione, dopo aver visto le magie dei telefonini e lo sconcerto di un telefono che fa fotografie, alla vista in via Indipendenza di quella moltitudine di uomini in bermuda mio padre non ha retto.<br>\u00c8 resuscitato dentro un incubo.<br>Mio padre mi ha chiesto di tornare indietro e di riaccompagnarlo in Certosa.<br>Sono prima passato dagli uffici della Certosa e ho rinnovato la licenza del tombino per altri 25 anni.<br>Mi \u00e8 costata una cifra ma non credo di aver mai speso i miei sodi meglio di cos\u00ec.<\/p>\n<p>Roberto Toninello<\/p>\n<p><em>-Photo Sources-<br><\/em><em>Cover:\u00a0<\/em><em><u>https:\/\/theroamingmind.com\/2017\/10\/30\/my-fathers-advice\/<\/u><\/em><\/p>    <\/div>\n<\/div>\n<!-- \/module text -->        <\/div>\n                        <\/div>\n        <\/div>\n        <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mettetela nella cartellina piccole storie sotto l\u2019ombrellone.<br \/>\nNon fatevi ingannare dalle prime righe. 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La licenza del tombino \u00e8 scaduta.<br>L\u2019avevo lasciato un pomeriggio di trentacinque anni prima.<br>Ero accanto a lui mentre il respiro affannato e veloce si trasformava in lento e calmo.<br>Nella sua drammaticit\u00e0 \u00e8 stato un momento di cui conservo un buon ricordo.<br>Sono contento di essere stato li.<br>Sono invece meno contento di essere qui oggi.<br>Nel momento in cui gli operai estraggono la bara dal tombino si sentono strani rumori. Nella bara qualcuno bussa.<br>Si svitano le viti. Si dissalda il coperchio di zinco.<br>Paff, miracolo. Mio padre si drizza in piedi ed esce dalla bara col suo bel vestito grigio fresco lana, camicia celeste, cravatta regimental e scarpe di pelle nere.<br>E\u2019 incazzato nero. Tira una raffica di madonne in dialetto veneto. Era ora che apriste! e via con le madonne. Sono anni che aspetto! e via con i cristi.<br>Sempre rigorosamente in veneto.<br>Mio padre parlava sempre in italiano. Il dialetto veneto era riservato per le bestemmie. Non riusciva a tradurle dal veneto. La coloritura del dialetto si perde nella traduzione e l\u2019effetto scenico della bestemmia perde di smalto.<br>Restiamo tutti a bocca aperta. Prima che pronunciassimo qualche frase lui chiede chi siamo e cosa facciamo li.<br>Provo a balbettare qualcosa ma lui mi interrompe e mi chiede chi sono.<br>Come, cazzo babbo sono io.<br>Quel giorno di trentacinque anni prima avevo la barba, i capelli lunghi, molto lunghi, ancora prevalentemente neri senza segni di calvizie e solo trentacinque anni di et\u00e0.<br>Oggi io e mio padre siamo quasi coetanei. Quindi non mi ascolta neppure. Non pu\u00f2 credere che un coetaneo possa essere suo figlio.<br>Allora sto al gioco, abbandono il tu e passo al lei.<br>Gli chiedo di cosa ha bisogno. Mi risponde che vuole fare quattro passi. \u00c8 da troppo tempo fermo. Magari arrivare sino in via Sant\u2019Isaia dove ha abitato per quarant\u2019anni.<br>Cos\u00ec ci incamminiamo lungo via Andrea Costa.<br>La prima cosa che lo colpisce sono gli scooter. Nell\u201983 non c\u2019erano, al massimo si girava in Vespa. Ma una Vespa sta ad uno scooterone come una zanzara sta ad un calabrone.<br>Poi si ferma e guarda lo Stadio con quell\u2019impalcatura metallica che sembra un ponteggio provvisorio che regge la scalinata aggiuntiva fatta per i mondiali del 90. Lui si ricordava il giorno della partita con l\u2019Argentina nei mondiali del 34. Questo coso con i ponteggi gli fa schifo.<br>Mi chiede quanti posti a sedere ci sono. Trentasei mila, sig. Bruno. Mi risponde piccato, ma se erano trent\u2019otto mila negli anni 30, che cosa \u00e8 successo? Avete rovinato l\u2019estetica per aggiungere delle scalinate e la capienza invece di crescere \u00e8 diminuita? Non capisco!<br>Non rispondo ma effettivamente non capisco neppure io. E non capisco neppure mio padre. Trentacinque anni fa era un poco indemenzialito, oggi invece \u00e8 lucidissimo.<br>Continuiamo a camminare lungo via Andrea Costa. Si accorge che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il cinema Olimpia. E non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il bar con la sala biliardo!<br>Arrivati in Sant\u2019Isaia non trova pi\u00f9 le botteghe di riferimento.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il ciabattino.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019elettricista.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il fontaniere.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il materassaio.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il droghiere.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la macelleria di carne equina.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre fornai.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre latterie.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il salumiere.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre barbieri.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il negozio di elettrodomestici.<br>Non ci sono pi\u00f9 tre fruttivendoli.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il chiosco che vendeva banane.<br>Non ci sono pi\u00f9 due vinai.<br>Al loro posto in quei cento metri di strada ci sono molte serrande abbassate e qualche negozio di scarpe, vestiti di bassa qualit\u00e0, chincaglierie varie, oggettistica da regalo.<br>Mio padre si fa cupo.<br>Proseguiamo verso il centro.<br>Ad un certo punto mi chiede informazioni sull\u2019effetto della chiusura dei manicomi. Li in via Sant\u2019Isaia al numero 90 c\u2019era l\u2019ospedale psichiatrico Roncati. Nell\u201983 la legge Basaglia sul superamento dei manicomi era in via di attuazione.<br>La domanda mi viene posta quando incrociamo la quindicesima persona che parla da sola e gesticola.<br>Mi affretto a dirgli, No sig. Bruno. Non sono matti. Non parlano da soli, parlano al telefono.<br>Cos\u00ec gli mostro il cellulare. Dice solo \u2026 Che bello.<br>Ma poi subito dopo aggiunge, ma perch\u00e9 tutti lo guardano mentre camminano?<br>Qui cerco di spiegare internet, Facebook, whatsApp, selfi ma non mi segue.<br>Un telefono che scrive, che riceve notizie, scatta foto, mostra video \u00e8 una realt\u00e0 fuori dalla sua portata.<br>In fondo quando \u00e8 nato in casa non c\u2019era l\u2019energia elettrica e l\u2019acqua la prendevi dal pozzo.<br>Anche se \u00e8 un miracolato non si pu\u00f2 pretendere troppo.<br>Non insisto nelle spiegazioni. Ogni parola aggiunge angoscia nel suo sguardo.<br>Arrivati in via Ugo Bassi mio padre resuscitato non trova i negozi di riferimento. Faceva il sarto.<br>Non trova il negozio di stoffe e il merciaio che gli forniva i cotoni e la virgolina. In una traversa di via Monte Grappa cerca e non trova il negozio che forniva le fodere e i crini. Non trova il negozio dei bottoni. Non trova i negozi di moda maschile che gli mandavano i clienti.<br>Con un certo grado di sollievo trova ancora al suo posto il negozio di moda e tessuti inglesi De Paz.<br>Ma il suo sollievo dura pochi attimi.<br>Arriviamo in via Indipendenza, incrociamo decine di uomini con i bermuda e le scarpe da tennis.<br>I pochi che vestono la giacca hanno per pantaloni dei blue-jeans e ai piedi le scarpe da tennis. Jeans e scarpe da tennis per un sarto stanno come il diavolo con l\u2019acqua santa.<br>I giovani hanno pantaloni con il cavallo sino al ginocchio, in cintura si vedono le mutande, sono tutti vestiti uguali, cio\u00e8 per i suoi occhi da sarto sono tutti vestiti male. Molto male. Malissimo.<br>Dopo l\u2019assenza di cinema, del bar con il bigliardo, dei negozi alimentari, dei negozi di riferimento della sua professione, dopo aver visto le magie dei telefonini e lo sconcerto di un telefono che fa fotografie, alla vista in via Indipendenza di quella moltitudine di uomini in bermuda mio padre non ha retto.<br>\u00c8 resuscitato dentro un incubo.<br>Mio padre mi ha chiesto di tornare indietro e di riaccompagnarlo in Certosa.<br>Sono prima passato dagli uffici della Certosa e ho rinnovato la licenza del tombino per altri 25 anni.<br>Mi \u00e8 costata una cifra ma non credo di aver mai speso i miei sodi meglio di cos\u00ec.<\/p> <p>Roberto Toninello<\/p> <p><em>-Photo Sources-<br><\/em><em>Cover:\u00a0<\/em><em><u>https:\/\/theroamingmind.com\/2017\/10\/30\/my-fathers-advice\/<\/u><\/em><\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4021"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4021\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8129,"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4021\/revisions\/8129"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/theboxisthereforareason.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}