2024-02-16: Mercati
Trovo molto tranquillizzante riconoscere che molta della disinformazione – intenzionale o meno – a cui siamo esposti oggi è un vecchio fenomeno. Nonostante quello che dicono la stampa e i vari commentatori, ben poco è veramente senza precedenti, e questo è un bene. Prendiamo ad esempio la storia, molto in voga negli anni ’90 e inizio ’00, che un bicchiere di vino rosso al giorno toglie il medico di torno (parafrasando un noto proverbio anglosassone; nella foto, un bicchiere di vino rosato perché mi piace di più). La verità e il come ci si arriva è complicata e multidimensionale, un processo descritto molto bene in questo articolo del New York Times. Comporta elementi di ricerca, dati, interpretazione, economia e molto spesso ancora più dati e di miglior qualità. Richiede anche integrità e assenza di pregiudizi da parte di chi svolge il lavoro.
Non c’è quindi da stupirsi se molto di ciò che oggi viene presentato come una descrizione della realtà sia falso o discutibile, costruito per promuovere l’agenda di qualcuno. Ma ciò che stupisce è quanto siamo rimasti creduloni (parziali?) nel tempo.
La settimana scorsa i mercati hanno continuato sul sentiero rialzista, guidati ancora una volta dalle azioni dei mercati emergenti. Questo nonostante i dati sull’inflazione negli Stati Uniti siano stati poco incoraggianti, mettendo ulteriormente in dubbio la capacità dei banchieri centrali di poter abbassare i tassi.
[Fonte della copertina: fotografia dell’autore]
Non c’è quindi da stupirsi se molto di ciò che oggi viene presentato come una descrizione della realtà sia falso o discutibile, costruito per promuovere l’agenda di qualcuno. Ma ciò che stupisce è quanto siamo rimasti creduloni (parziali?) nel tempo.
La settimana scorsa i mercati hanno continuato sul sentiero rialzista, guidati ancora una volta dalle azioni dei mercati emergenti. Questo nonostante i dati sull’inflazione negli Stati Uniti siano stati poco incoraggianti, mettendo ulteriormente in dubbio la capacità dei banchieri centrali di poter abbassare i tassi.
[Fonte della copertina: fotografia dell’autore]