2024-05-31: 18 minuti
Parlando con un cliente, mi sono imbattuto, non per la prima volta, in una questione che rimane assolutamente essenziale per chi cerca soluzioni nel gestire le proprie finanze: a chi si può chiedere aiuto? Le perplessità del mio cliente nascono sia dall’imprecisa definizione di alcuni termini che dall’opacità di come quest’ultimi vengono liberamente utilizzati dalle case di gestione e vari gruppi bancari. Ho quindi riassunto per lui quelli che credo siano i tre ruoli principali. In alcuni casi ci posso essere delle sovrapposizioni (overlap), dove per esempio un consulente si occupa anche di gestire portafogli. L’importante per il cliente e’ di conoscere i ruoli, di capirne gli incentivi – come vengono remunerati e da chi – ed evitare per quanto possibile i conflitti d’interesse. Abbiamo quindi:
1- Consulenti – si occupano (o dovrebbero occuparsi) di organizzare il patrimonio dei clienti e definire il programma d’investimento; di implementare il programma d’investimento; e infine di disciplinare il cliente in modo che il processo si sviluppi nel tempo secondo i piani prestabiliti (probabilmente l’attività meno compresa e meno apprezzata dalla maggioranza dei clienti, ma forse quella più importante). Vengono compensati dal cliente con un ‘salario’ prefissato oppure secondo un formula associata alle dimensioni del patrimonio; alcuni ricevono compensi o retrocessioni dai gestori a cui suggeriscono di affidare il patrimonio.
2- Gestori (casa di gestione e/o individui) – gestiscono portafogli per i clienti. Vengono compensati con commissioni di gestione legate alle dimensioni del portafoglio, spesso incrementate da un ‘bonus’ associato alla sua performance.
3- Promotori, o gestori di relazioni con clienti – si occupano di trovare e acquisire clienti e di comunicare con loro nel tempo. Vengono compensati in vari modi ma generalmente le formule della componente principale sono associate al volume di patrimoni acquisiti oppure dei prodotti piazzati.
Ci sono voluti due giorni perché una giuria a New York condannasse Donald Trump, giudicato colpevole di tutti e 34 i capi d’accusa a lui attribuiti. Questi due giorni si traducono in poco meno di dieci ore di delibere, o meno di 18 minuti per capo d’accusa. Pur tenendo conto delle prove schiaccianti del caso, la rapidità del giudizio e’ impressionante. Come ci si aspettava, Trump ha vociferato e blaberato sul verdetto dicendo cose false, minacciando il giudice il procuratore e i membri della giuria, incolpando un sistema giudiziario ingiusto e rigged, usando frasi squinternate ed esprimendosi in modo semplicemente incomprensibile. Ma a me spaventa di più qualcos’altro: le notizie degli ultimi giorni indicano che Schwarzman (capo di Blackstone Group, una casa di private equity e di investimenti immobiliari), Ackman (capo di Pershing Square, un hedge fund) e Musk (chi altro?) supportano la ricandidatura dell’ex presidente. Questa gente non capisce forse che Trump non lavora per il benessere della nazione ma solo per il suo benessere, e oggi anche per la sua salvezza dalla giustizia? Non vede alcun rischio geopolitico nell’installare un simile individuo alla Casa Bianca? Come può venir in mente a gente preparata, professionalmente di successo e con barche di soldi di dare il loro assenso ad un criminale? E per che cosa? Tasse più basse? Immigrazione sotto ‘controllo’? A questo siamo arrivati in America.