2024-05-24: Mercati
Pensieri poco chiari, lo so. Ma ho bisogno di metterli giù per levarmeli dalla testa – almeno temporaneamente.
Ci sono due cose che non riesco a riconciliare con il comportamento dei mercati, che rimangono sempre positivi e rilassati: la loro singolare ossessione per l’imminente direzione delle politiche monetarie in tutto il mondo e la loro mancanza di preoccupazione per importanti cambiamenti nell’ordine dei poteri e nel funzionamento del mondo.
È vero che il costo del denaro dovrebbe avere un impatto sul prezzo delle attività economiche: a parità di condizioni, i flussi di cassa futuri scontati a tassi più bassi si traducono in valori attuali più elevati. Ma le cose non sono mai in uno stato di ‘parità di condizioni’, perché eventi e aspettative sono collegati e si rinforzano a vicenda in direzioni impossibili da prevedere. Concentrarsi su un singolo elemento dell’equazione del valore attuale (il tasso d’interesse) è superficiale, soprattutto quando i fattori che potenzialmente influiscono sui flussi futuri sono nuovi e di diversa complessità.
Questa complessità è almeno in parte legata alla riorganizzazione delle priorità, delle politiche e dei giochi di potere che stiamo osservando. Ciò che sta accadendo nel commercio, nelle alleanze globali, nella politica interna di paesi/regioni, nella rivalutazione delle istituzioni democratiche e sul terreno in Ucraina e a Gaza (che la cooperazione russo-iraniana ha collegato) è molto inquietante. Pensando al futuro, trovo difficile scrollarmi di dosso un certo pessimismo. Ma sembra che io sia solo, o certamente in minoranza.
Quando si pensa ai mercati e alle notizie quotidiane, ci si chiede sempre cosa sia importante/rilevante e cosa invece sia solo ‘rumore’ di fondo. Il più delle volte prevalgono i rumori di fondo, ma non ora. Siamo nel bel mezzo di un grande riordino delle priorità (e di chi le controlla) che ci accompagnerà per molti anni a venire. In questo contesto, le preoccupazioni sui tassi di interesse mi sembrano, per usare una espressione anglosassone, la classica tempesta nella teiera.
[Copertina: Axios].