2024-02-09: Mercati

Capita spesso che qualcuno – clienti o amici – mi chieda perché esattamente vengo pagato, per quale contributo o funzione. La domanda non è sciocca: la mia nota filosofia sui mercati e su come gestire i portafogli è incentrata sull’utilizzo di veicoli passivi, evitando molte operazioni o cambiamenti e soprattutto controllando i costi. Cosa c’è di più semplice che seguire questo approccio soporifero?
     Due fattori intervengono a disturbare la tranquillità: l’irrequietezza degli individui che cercano “l’azione” in se, e le incessanti pressioni commerciali che gravano sul settore del risparmio gestito.
     Associare il livello di attività al valore aggiunto è una caratteristica nota di molti imprenditori e investitori ambiziosi e di successo, a volte con risultati che supportano le loro teorie, ma più spesso senza alcuna idea di quale parte del loro successo sia attribuibile alle loro decisioni o alla pura fortuna. Quando questo atteggiamento viene inserito nel contesto della gestione di portafogli da parte di professionisti terzi, la mancanza di comprensione si traduce spesso in richieste o pretese assurde: avresti dovuto comprare questo, perché non hai venduto quello, tutti sapevano cosa sarebbe successo (il mio preferito), con quel livello di incertezza avresti dovuto… (da quando l’incertezza, come l’infinito, ha diversi livelli?). Tutta roba, insomma, che rende difficile la convivenza.
     L’industria del risparmio gestito è quindi combattuta tra due alternative: o intensificare gli sforzi educativi nei confronti dei propri clienti e imporre un processo disciplinato di gestione delle loro finanze (in fondo, tutti sanno esattamente le stesse cose che so io), o soccombere al terrore di perdere i clienti se i loro desideri non vengono in qualche modo soddisfatti, indipendentemente dal livello di irragionevolezza o di mancanza di realtà che tali desideri dimostrano. Alla fine, nessuno dice “no” o dice a un cliente di andare altrove. È così che si perpetrano i miti. 
     Quindi, come dicevamo, per cosa vengo pagato esattamente? Principalmente per tenere in riga i miei clienti e impedire loro di commettere errori. C’è molta “azione” nel farlo, ve lo garantisco. 

Le obbligazioni continuano a riflettere pressioni sui tassi d’interesse (con gli investitori che si stanno ancora adattando alla possibilità che le banche centrali non taglino i tassi con la velocità desiderata) mentre lo slancio verso l’alto dei prezzi delle azioni sembra senza limiti (questa settimana spronati in modo particolare dalle azioni dei mercati emergenti). Le banche regionali statunitensi sono tornate in prima pagina grazie a notizie e statistiche che evidenziano la loro eccessiva esposizione ai prestiti immobiliari commerciali.

[Fonte immagine: Semafor]  
 
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