La gestione (c)attiva
Quando si vuole investire del denaro ci si trova, fra le altre cose, di fronte alla scelta: affidarsi alla gestione attiva o utilizzare strumenti passivi?
Quando si vuole investire del denaro ci si trova, fra le altre cose, di fronte alla scelta: affidarsi alla gestione attiva o utilizzare strumenti passivi?
La cosa più dannosa che un investitore possa fare è considerare le azioni come pezzi di carta che vanno su e giù in valore ogni momento. La maggioranza degli investitori continua ad associare l’investimento azionario al tentare la fortuna del colpo grosso sul singolo pezzo di carta (a mo’ di lotteria o Totocalcio), con tutti i rischi che ne conseguono. Il mito del day-trader di successo è duro a morire.
Negli anni settanta apparvero i primi microprocessori. Quella roba che permette il funzionamento del computer che state utilizzando per leggermi o del telefonino che tenete continuamente tra le mani.
In quegli anni ero un tecnico dell’elettronica industriale. Macchine automatiche.
Avevo meno di trent’anni e improvvisamente scoprii di essere diventato vecchio.
Ci ostiniamo ad esorcizzare l’eletto invece di occuparci dei problemi degli elettori
Rimango sempre a bocca aperta per la facilità con la quale si riesca tutt’oggi a proporre ed implementare con impunità idee malsane, sia da un punto di vista concettuale che da quello degli effetti collaterali.
Recentemente sono apparsi in TV i Rolling Stones. Erano sul palco per un concerto.
Suonavano come indiavolati. Suonavano come sempre.
Il pubblico era euforico. Un pubblico fatto di giovani e di vecchi come me.
Quando loro iniziarono a suonare io avevo quattordici anni, loro meno di venti.
Hanno inquadrato la faccia di Jagger e ho pensato… cazzo quanto sei vecchio!
Vi siete mai chiesti a quanto ammonterà la vostra pensione? Ma soprattutto, sarà sufficiente a mantenere il tenore di vita che si aveva durante la vita lavorativa? Il dilemma non è di poco conto. L’aspettativa di vita supera attualmente gli 80 anni. Si tratta quindi di avere un reddito sufficiente per un lasso di tempo che potrebbe essere di 15-20 anni.
In collaborazione con Riccardo Stucchi(*).
A volte l’ambiguità diverte, come in un “…e vissero felici e contenti per il resto della loro vita”, seguito da “…che durò 5 minuti perché quelli del piano di sopra fecero cadere un grosso vaso sulla loro testa”; oppure in un “comincio a vedere la luce alla fine del tunnel”, aggiungendo “…purtroppo è un treno ad alta velocità!”
In collaborazione con Riccardo Stucchi (*).
La cosa dovrebbe essere semplice, la scelta cioè tra investire in un fondo pensione (di quelli accessibili a tutti, non i “fondi di categoria”) oppure mettere i soldi in un semplice conto amministrato dove poi comprare quel che si vuole.
Come mai certe spiegazioni sulle attività di gestione sono sempre poco chiare?
Quando si dice che le statistiche possono ingannare, è verissimo. Se ne possono fare, intenzionalmente ma anche (più insidiosamente) per puro caso o ignoranza, di tutti i colori. Detto ciò, utilizzate nel modo giusto, sono utilissime per chiarire e demistificare tante cose e debellare percezioni completamente fuor di luogo.
Corse di macchine e di soldi.
Di questi tempi ce l’ho con le corse d’automobili; lunedì ho usato lo sport per un’analogia su un problema molto comune degli investitori (Changing Racing Team in Mid-Season). Oggi lo spunto è diverso ma altrettanto importante.